Nicastro: “Se Freud entra in politica. Recalcati e le logiche (illogiche) del desiderio”

di Marco Nicastro, tysm.org, 12 giugno 2017

 

In questo articolo vorrei proporre alcune riflessioni a partire dai contenuti dell’intervento, liberamente visualizzabile sul canale Youtube, dal titolo “Politica, verità, testimonianza, rappresentanza”[1], tenuto da Massimo Recalcati, noto psicanalista milanese, alla presentazione della Scuola di Formazione Politica “Pier Paolo Pasolini” nel maggio di quest’anno. Lo psicanalista milanese affronta in questo intervento alcune problematiche a lui particolarmente care, in particolare conduce un’analisi di alcuni movimenti e dinamiche politiche italiane attuali attraverso le lenti della psicoanalisi. L’intervento in questione inizia con una considerazione sulla suscettibilità ai richiami populisti ed estremisti che aumenta in coloro, persone singole o gruppi che siano, che non si sentono rappresentate dalla politica; idea non nuova questa (basta leggere anche solo un po’ di storia recente) e propugnata tuttora da molti, compresi non pochi rappresentanti del M5S (solo per rimanere tra i principali destinatari delle stilettate di Recalcati), i quali sostengono da sempre di aver dato voce politica a migliaia di persone emarginate e deluse, convogliando un dissenso inascoltato in una forma di espressione democraticamente accettabile. A quanto pare, seguendo il discorso dello psicanalista, neanche il Partito Democratico sarebbe riuscito a rappresentarlo fino a tempi recenti, se non fosse stato per l’intervento provvidenziale di Matteo Renzi, che invece riesce a “interpretare la giovinezza”, a coinvolgere i giovani, meritando di essere sostenuto. A questo punto possiamo individuare la prima imprecisione di Recalcati, nel senso che egli pone una opinione assolutamente personale – Renzi sa interpretare i più giovani – come un dato di fatto. Come spiegare, se quell’opinione fosse realistica, che la maggior parte dei votanti attuali del PD si colloca nella fascia dai 45 anni in su? Evidentemente, al di là di ciò che pensa il nostro, i rappresentanti di questo partito, il loro programma e il loro modo di fare politica non sono poi così attraenti per i giovani.

Secondo Recalcati, una delle caratteristiche fondamentali per cui Renzi riesce ad aggregare ed è così efficace nei suoi messaggi come leader non risiede nella sua capacità comunicativa; non una questione di tecnica, ci dice, perché la mera tecnica non aggrega. Proprio per questo è distante, ad esempio, da Berlusconi, e chi osa avvicinare il “renzismo” al “berlusconismo” direbbe un’idiozia (parole sue), che egli saprebbe facilmente smontare se ci fosse più tempo, ma che non smonta, lasciando la questione in sospeso. Infatti, sarebbe stato interessante capire come mai questa similarità politico-personale-comunicativa tra Renzi e Berlusconi, colta da molti osservatori in modo trasversale e sancita in qualche modo dal cosiddetto “patto del Nazareno” non sia tale per il nostro.

Segue qui:

http://tysm.org/se-freud-entra-in-politica-recalcati-e-le-logiche-illogiche-del-desiderio/

 

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