Ospiti – Gramaglia: “La rivoluzione freudiana”

di Giancarlo Gramaglia, psicologo-gramaglia-torino.net, 27 giugno 2017

La rivoluzione freudiana consiste nel far presente a ciascun soggetto che ha la possibilità di essere presente a se stesso, che può essere soddisfatto, se attento a non farsi coinvolgere in credenze o teorie semplicistiche di natura istintuale o animale. L’uomo non è un animal grazioso e benigno! La specificità umana, c’insegna Freud, è il pensiero, che gli è proprio e non deve riconoscere nulla a nessuno, non avendo alcun superiore. Può solamente essere invidioso ed incapace d’instaurare relazioni soddisfacenti. Cioè è l’uomo che ha la capacità d’istituire relazioni ed ordinamenti tali da elaborare azioni utili a produrre frutti e vantaggi nel lavoro di governo della propria esistenza. Ed è proprio Freud che ci aiuta a distinguere il pensiero sano da quello sofferente quando ci indica come il Super-io può giungere a spingere l’Io verso la morte in quanto traguardo di vita1.
Che la meta di tutto ciò che è vivo sia la morte resta una delle tante osservazioni banali che si possono fare. Ma che il pensiero sia vivo e vegeto, anche quando il corpo organico è terra, basta osservarlo in Freud, come in Copernico, o in Darwin, come nel pensiero lasciato attraverso uno scritto da una nonna ad una nipotina.  Insomma il pensiero non muore con il corpo e questa è una specificità umana che è riscontrabile non solamente in soggetti quali Platone o Aristotele od altri, ma anche in molti testi sacri dove i pensieri umani vengono trasmessi per via orale o scritta. E’ solamente con l’appropriamento della rivoluzione freudiana, cioè capire il valore d’una psicoanalisi, che è possibile cogliere l’importanza della rivoluzione copernicana e darwiniana, perché solo con il pensiero sano è possibile valutare le correzioni da apportare al pensiero nelle enormi difficoltà che ha subìto e che il bambino, a suo tempo, ha dovuto rimuovere. Perché è così difficile cogliere la portata della rivoluzione freudiana tanto da non capire più dove stanno ragione e verità? Qual è il criterio che permette di giudicare e di orientarsi? Per intanto occorre parlare di soggetto, capire che ciascuno ha una sua verità e non confondere le verità scientifiche astrologiche e biologiche, le quali hanno a che fare con forze motrici causali naturali, con le verità scientifiche psicologiche che hanno invece a che fare con moti di eccitamento e di soddisfazione, cioè di un andare a meta nel piacere con il principio di realtà, laddove è falso che ci sia antitesi tra piacere e realtà.

Segue qui:

http://www.psicologo-gramaglia-torino.net/giancarlo_gramaglia/articoli/153-la-rivoluzione-freudiana.html

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