Thanopulos: “Salvate il bambino Charlie”

di Sarantis Thanopulos, il manifesto, 8 luglio 2017

Intervenendo sulla faccenda del piccolo Charlie, Chiara Saraceno si è chiesta: «chi ha il diritto di decidere il bene di un bambino, i genitori, i giudici, i medici?». Se il senso di responsabilità non fosse considerato un privilegio, una rendita di posizione o una patata bollente da scaricare nelle mani del primo incauto, la domanda non ci sarebbe apparsa come aporia irrisolvibile. I genitori non dispongono della vita dei figli. Se mettono in pericolo la loro salute devono essere limitati nel loro agire e perfino esonerati dalle loro funzioni. Viceversa essi possono contestare e impedire con i mezzi leciti a loro disposizione, ogni decisione di medici, o di altri «esperti», che potrebbe danneggiare i loro figli. Gli inevitabili conflitti sono di competenza dei giudici e dei legislatori. Le soluzioni non sono mai ottimali, è sufficiente che siano buone, funzionali o che si eviti, in mancanza del meglio, il peggio.
Sono abbastanza chiare le competenze di coloro che devono decidere il bene dei bambini e non ci sono problemi insuperabili con il dispositivo giuridico che regola gli eventuali conflitti. Nondimeno siamo alle prese con una crescente diffidenza sulla correttezza e efficacia delle decisioni, che nasconde la sfiducia sulla possibilità stessa di decidere.

Segue qui:

http://www.psychiatryonline.it/node/6861

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