La ministra, Freud e il grande furto del tempo

Con i licei brevi, la ministra Fedeli propone l’idea nuova di scuola che conclude il processo di aziendalizzazione iniziato a metà degli anni ’90 nel senso più puramente toyotista

di Laura Marchetti, il manifesto, 8 agosto 2017

In un magnifico saggio degli inizi del ‘900, Freud attribuiva alcuni casi di suicidio fra i liceali viennesi, non alla famiglia o agli amici, ma alla scuola «al di sotto del proprio compito, quello di creare nei giovani il piacere di vivere e l’interesse per la vita». Viceversa la scuola costringeva invece i giovani a immergersi troppo presto nella inesorabilità della realtà «proprio in una fase psichica in cui sarebbe stato loro diritto indugiare nella crescita, giocare con la vita», avere cioè tempi lunghi, in cui maturare l’affettività, il desiderio, l’attesa di nuova e più profonda vita (il breve saggio si intitola Contributo ad una riflessione sul suicidio). Forse la ministra Fedeli non ha letto questo saggio di Freud se adesso ci propone i “licei brevi” con un decreto (un decreto non una legge discussa dal Parlamento ) che andrà in vigore nel 2018-2019 a cominciare da 100 scuole sperimentali che proporranno progetti in tal senso dopo averli sottoposti ad una commissione tecnica prima regionale (?) e poi ministeriale. Si tratta della riduzione a 4 anni del liceo. Ciò non comporterà una modifica del piano di studi (offerta formativa come si dice in burocratese) ma una accelerazione degli studi attraverso criteri di «flessibilità didattica e organizzativa» e in una rivisitazione del calendario scolastico che, come in una fabbrica postfordista, dovrà aumentare le attuali 900 ore annue a 110-1220.

Coinvolte saranno ovviamente anche le vacanze pasquali ed estive, abolito ogni vacuum, per eseguire le ore di alternanza scuola-lavoro, utilissime se non negli effetti educativi sicuramente in quelli pop e surreali (nel mio paese, essendo l’unica azienda disponibile il canile, i ragazzi del classico vanno ad imparare la castrazione dei cani). Ovviamente nel decreto ci sono «elevati spazi di innovazione» che consistono nell’introduzione del diritto e della storia dell’arte. Il diritto in che si allarga quanto più si restringono gli spazi di democrazia. E anche la storia dell’arte serve a far capire come «la cultura sia il nuovo petrolio nazionale» (come si legge negli allegati della legge Franceschini), e come anche la cultura debba diventare «economia della cultura».

Segue qui:

https://ilmanifesto.it/la-ministra-freud-e-il-grande-furto-del-tempo/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...