Silva: “A pezzi”

Stavolta sul lettino ci mettiamo il mondo intero: guerre, celebrazioni, e l’amore, sempre

di Umberto Silva, ilfoglio.it, 10 agosto 2017

Sdraiato sul lettino, in attesa dei pazienti, leggo e commento quel che accade nel mondo, dei giornali. “Se fossi uno di frontiera aiuterei i migranti a oltrepassarla; incito chi può a commettere questo crimine”, dice in tivù Erri De Luca. Non condivido. I “se fossi” sono sempre ambigui, anche gli “aiuterei”, inoltre incitare a un crimine è brutto assai. Semmai incitiamo a scongiurare quel crimine che è la cacciata dei poveri. Nella sua rogatoria sul caso Ferrara, Silva e Sechi presunti diffamatori, il dott. Gianni Sabbadini, presidente della sezione Civile del tribunale di Brescia, ha scritto parole magistrali, che mi auguro lascino una traccia ben netta nel Regno della Legge: “I detti articoli e interventi non integrano i presupposti della diffamazione apparendo espressione letteraria fantastica solo occasionalmente collegata con il fatto del noto processo”. Una gioia di vivere, un piacere di parlare in libertà a volte anche un po’ alla cavolo ma sempre spero con una certa grazia, mi auguro. Mi permetto intanto di dire che la scrittura del dott. Gianni Sabbadini è ottima letteratura. Scarponi, un orologio, un libro, una bottiglia, spuntano dalla neve svizzera del ghiacciaio Tsanfleuron insieme al resto dei corpi morti nel 1942, al colmo della Guerra mondiale che da quelle parti non tempestava. Una coppia di trentenni, marito e moglie: dispiace per loro ma quel che di loro ora si presenta è eccezionale: gambe e braccia si stagliano verso il cielo con una potenza artistica che ricorda poderose sculture. In questi giorni un’altra misteriosa celebrazione: i centodieci anni dalla nascita di Ettore Majorana, fisico nucleare che scomparve nel nulla. Era il 1938, alle soglie del massacro bellico voluto dalla pazzia ducesca. Forse Ettore annusò l’inferno e preferì il paradiso o il nulla, chissà. Intanto ogni dieci anni lo si ricorda, anche perché sempre lo ricorda il bel libro di Sciascia, e in tal modo si ricorda Sciascia, morto nel 1989 e pur sempre vivo nel cuore dei lettori.

Segue qui:

http://www.ilfoglio.it/la-politica-sul-lettino/2017/08/10/news/a-pezzi-148040/

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