Bobi Bazlen ritrovato, biografia di un irregolare

Ha lasciato pochi articoli, 
neanche un libro, ma tanti amici. 
E soprattutto una casa editrice: l’Adelphi. Un libro rilancia un intellettuale geniale al quale la letteratura deve molto

di Marco Belpoliti, espresso.repubblica.it, 28 agosto 2017

Nomade, disinibito, informale, dissipatore, inesperto, maldestro, veggente, ondivago, indeciso, enigmatico, geniale, innocente, attratto dall’insolito, dal bizzarro, dallo sconosciuto, dall’imprevedibile. L’uomo per cui sono stati formulati questi giudizi da amici, ammiratori, nemici e detrattori, si chiama Bobi Bazlen, uno che voleva essere sempre libero, senza alcun punto fermo: «Non un matrimonio, non un figlio, non un contratto di lavoro stabile, non una casa di proprietà», come ricorda Cristina Battocletti nel libro dedicato a lui, “Bobi Bazlen. Romanzo di una vita” (in libreria il 31 agosto per La Nave di Teseo), vera e propria narrazione delle sue vicende personali, delle amicizie, degli amori, della rete di relazioni che ha tessuto intorno a sé. Bazlen è stato un uomo geniale; a lui la cultura italiana deve moltissimo senza che abbia mai pubblicato, almeno da vivo, un solo libro o scritto per giornali e riviste, se non in modo irregolare e casuale, legato più alle persone che non alla cultura stessa.

Roberto Bazlen, detto Bobi, è stato un assoluto irregolare, un eccentrico, un solitario, seppur devoto alle amicizie: gli interessavano le persone non meno dei libri. Era nato a Trieste il 9 giugno 1902 da un padre originario di Stoccarda e una madre ebrea triestina dal doppio cognome: Levi Minzi. Di statura media, in carne ma non tozzo, orecchie grandi, carnagione scura, portava la riga a sinistra da dove partiva un’evidente stempiatura. Una cosa di cui tutti si ricordano sono gli occhi, che contenevano «un guizzo di umanità e di disincanto da cui ci sentiva necessariamente attratti». Le fotografie che gli ha scattato Margarete Frankl, detta Gerti, musa di Montale, lo mostrano come una sorta di dandy quasi fuori tempo massimo. Non a caso ha incarnato quella che Sergio Solmi definì come la figura dell’«eterno studente».

Segue qui:

http://espresso.repubblica.it/visioni/cultura/2017/08/24/news/bobi-bazlen-ritrovato-biografia-di-un-irregolare-1.308612

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...