Una risposta a Rocco Ronchi. La ( vera) libertà ed autonomia dell’intelletuale. Renzi, Recalcati e company

di Maurizio Montanari, lettera43.it, 19 settembre 2017

La rivista DoppioZero ha pubblicato un articolo di Rocco Ronchi, che si è prodotto in una strenua e non richiesta difesa di Massimo Recalcati. Una mia replica, essendo chiamato in causa, non ha trovato spazio sulle loro colonne, in quanto ‘la questione finisce qua’, come ho avuto in risposta. La pubblico su queste colonne, in omaggio alla vera libertà di replica (questo l’articolo di Rocco Ronchi http://www.doppiozero.com/materiali/recalcati-renzi-e-ppp).

Il dibattito che è fiorito sul fertile terreno dissodato dal carteggio Miller-Recalcati, ben commentato da Rocco Ronchi su queste pagine, trae la sua forza da due canali di irrigazione sotterranei che lo sottendono e lo nutrono. Il rapporto psicoanalisi-politica e la libertà di espressione dell’intellettuale nel contemporaneo sono i veri punti critici attorno ai quali la discussione ha conosciuto vieppiu’ un crescente clangore delle armi dialettiche.

Sgombriamo subito il campo da un equivoco di partenza. Qua non è in discussione la libertà di parola di nessuno, tantomeno quella di Recalcati. E chi, sopratutto nel popolo del web, ha sguainato la baionetta scambiando questa tenzone per una ‘battaglia per la libertà di espressione’ ha volutamente scelto una scorciatoia dialettica per sorvolare questioni ben più complesse e ramificate. Sulle quali, forse, è ben dire qualcosa.

Apprendo dalle parole di Ronchi di far parte dei ‘buoni e sinceri democratici’ i quali, dopo che la mano paterna di papà Miller si è calata sulle loro tremule teste, si sono ‘fatti coraggio’ trovando la forza di apporre la loro firma alla petizione tesa a contrastare l’utilizzo del nome di Pier Paolo Pasolini come significante -cartellone avvitato sulla porta di entrata della scuola politica del renzismo. La qual cosa indurrebbe a ‘ridere a crepapelle’. Parole queste che paiono delimitare una trincea dietro la quale si sarebbero radunati i goffi e malmostosi censori intenti a firmare a capo chino petizioni liberticide che non comprendono appieno perché emanate da un’entità rabbinica con potere assoluto su di loro, tragici golem privi di volontà che non sia quella del padrone. Una schiera di nemici della libera espressione allineata come uruk- ay alle porte dello studio dello psicoanalista, intenta a far roteare la mordacchia della censura. Una variante di questa tesi, e che in quell’articolo viene altresì sposata, descrive l’altra metà dei critici dell’operazione ‘Scuola Politica PPP’ animati da un più’ prosaico invidioso livore in quanto incapaci di perdonare ‘il successo’ del suddetto analista’.

Segue qui:

http://www.lettera43.it/it/blog/la-stanza-101-lo-sguardo-di-uno-psicoanalista-sul-contemporaneo/2017/09/19/una-risposta-a-rocco-ronchi-la–vera-liberta-ed-autonomia-dellintelletuale-renzi-recalcati-e-company/4914/

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