L’Occidente nella gabbia del nichilismo

Due movimenti guidano la nostra società: da un lato, la promessa di immortalità, potenza sfrenata, liberazione da ogni limite; dall’altro, l’assoluta impotenza davanti alla complessità del reale. I giovani sono le prime vittime del sogno fallito dell’Occidente: irrisi nella loro ricerca di fede, derisi quando chiedono ordine e forma, e non vuoti “diritti”, si vedono negare il diritto al conflitto: unica, vera risorsa per uscire dalla brutalità dei nostri tempi tristi. Un dialogo con lo psicoanalista argentino Miguel Benasayag

di Marco Dotti, vita.it, 2 ottobre 2017

Due movimenti guidano la nostra società: da un lato, la promessa si vivere una condizione post-mortale, priva di doveri e confini; dall’altro, l’assoluta impotenza di quella promessa, che cade davanti alla complessità del reale. I giovani sono le prime vittime del sogno fallito dell’Occidente: irrisi nella loro ricerca di fede, derisi quando chiedono ordine e forma, si vedono negare il conflitto, unica, vera risorsa per uscire dalla brutalità dei nostri tempi tristi. Ne parliamo con lo psicoanalista argentino Miguel Benasayag.

Abbiamo negato il conflitto ma non abbiamo eliminato brutalità e violenza…
Penso che ogni compressione innaturale della conflittualità ogni ricerca di cancellare i conflitti conduce inevitabilmente allo scontro. Viviamo nel mezzo di due culture che hanno una struttura speculare. In Occidente e nella sua banlieue, siamo circondati da un movimento che tende a dire “tutto è possibile, tutto è lecito, ogni frontiera va abolita, bisogna godere senza limiti, l’immortalità è qui, l’uomo biologico è superato”. A questo sogno -o incubo – di superare ogni limite o frontiera, si accompagna una realtà di impotenza assoluta. Questo è il paradosso di ciò che chiamiamo “Occidente”

Come se le promesse venissero fatte al solo fine di non vederle realizzate…
Noi che viviamo in un sogno fatto di promesse di potenza assoluta, viviamo al contempo in una realtà fatta di assolute impotenze.

Questo fatto ha comportato conseguenze radicali…
Ha comportato una disciplina totale: la gente non solo ha paura, ma ha paura di tutto. Ha paura della minaccia ecologica, di quella democratica, della minaccia alla salute con l’emergere di vecchie e nuove malattie, ha paura di perdere il lavoro e persino di trovarlo. L’Occidente è preso tra due forze opposte, da un lato le promesse di onnipotenza sott0 condizione di obbedire e dall’altro la realtà di impotenza che genera paura. Questa pervasività di minaccia e impotenza, di delirio di onnipotenza e di asservimento volontario è una caratteristica delle nostre società. Tutti parlano di minacce, ma nessuno conduce la propria vita come se queste minacce fossero davanti a lui.

Segue qui:

http://www.vita.it/it/interview/2017/10/02/loccidente-nella-gabbia-del-nichilismo/139/

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