Genga: “Freud con Goethe”

di Glauco Genga, culturacattolica.it, 6 ottobre 2017

Prima di archiviare l’estate appena trascorsa, propongo una nota sul tema dell’ultimo Meeting di Rimini, “Quello che erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”: uno dei titoli migliori nella storia della kermesse riminese. [1] La frase (Was du ererbt von deinen Vätern hast, / Erwirb es, um es zu besitzen) è tratta dal Faust, l’opera più celebre del massimo poeta tedesco, W. J. Goethe (1749-1832), ed è nota a molti. Pochi, però, sanno che anche Freud l’ha citata, rivelandola per ciò che essa è: una questione fondamentale per la civiltà stessa. Il tema meriterebbe una trattazione ben più ampia, mentre mi limiterò a delineare appena il nocciolo dell’apporto freudiano. [2]

FREUD CON GOETHE: IL DISCORSO NELLA CASA NATALE DEL POETA
“L’onore che mi tributate, e che mi sorprende, (…) evocando la figura universale del Grande che nacque in questa casa, che trascorse in queste stanze la sua infanzia, ammonisce in un certo senso a render conto del proprio operato di fonte a lui, e pone la questione di come si sarebbe comportato lui, se il suo sguardo attento ad ogni innovazione scientifica fosse caduto anche sulla psicoanalisi.” [3]  Sono parole di Freud in occasione del Premio Goethe, conferitogli a Francoforte nel 1930, nella casa natale del poeta: il discorso, letto dalla figlia Anna – egli, già molto malato, non poté recarvisi personalmente – ha attirato l’attenzione di diversi studiosi, anche tra coloro che non sono psicoanalisti. Ad esempio, Tomas Anz, nel saggio Una linea retta da Goethe a Freud, [4] osserva come Freud rovesciò le attese di quanti si aspettavano che egli si giustificasse per essere stato accostato a Goethe, autore che del resto conosceva a menadito, come ogni viennese o tedesco colto dell’epoca, e per il quale nutriva una enorme ammirazione. Non senza ragione, “la vicenda di Faust è stata considerata un’anticipazione della psicoanalisi”. [5] Il brano riportato è un esempio della posizione di Freud nei confronti di molti autori classici, il cui retaggio egli teneva nella massima considerazione, pur senza alcuna timidezza o ossequio pregiudiziale. Nel caso di Goethe, viene da pensare che egli sia stato influenzato anche da un’altra opera del poeta, Il divano occidentale-orientale (1819): mi riferisco all’uso del divano in quella particolarissima conversazione che è la seduta psicoanalitica.

Segue qui:

http://www.culturacattolica.it/educazione/father-son/freud-con-goethe

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