Campagner: “Perché a Vienna i bambini sono padroni della città?”

A Vienna si vedono bambini in giro ovunque. In Italia sarebbero chiusi in una scuola materna, nella capitale austriaca vivono la città accompagnati da educatori. Perché? 

di Luigi Campagner, ilsussidiario.net, 5 settembre 2017

Per ravvivare i classici itinerari turistici di Vienna, una delle mete più gettonate dai turisti di tutto il mondo, le guide à la pagestrizzano l’occhiolino alla voglia di trasgressione che ogni viaggio risveglia anche nel più pigro e abitudinario dei viaggiatori. Così assieme ai percorsi klimtiani, tra Palazzo Belvedere e la Palazzina della Secessione, o a quelli che mettono sulle tracce dell’opera di Egon Schiele disseminata nei molti musei dell’ex capitale imperiale, non potranno mancare gli itinerari del gusto, ma neppure quelli del sesso. Le pubblicità di strip bar, locali per scambisti, o di storici locali riservati a nicchie omosessuali, solo per donne ad esempio (lesbiche o transgender specifica la guida), di saune dedicate, caffè letterari riservati, club o locali per party (la lista è incompleta), si trovano a disposizione negli alberghi, oppure per strada, portate in giro dai risciò, i moderni e più economici concorrenti delle più nobili (e costose) carrozzelle trainate dai cavalli.

Ciò premesso, se un turista un po’ attento e curioso volesse appuntare sul proprio taccuino da viaggio qualcosa di veramente trasgressivo, non altrettanto comune nelle grandi capitali mondiali e neppure segnalato dalle guide, farebbe bene ad annotarsi la presenza e la visibilità sociale dei bambini.  A Vienna se ne vedono sui tram, sulle scale mobili delle metropolitane, nei parchi assolati, oppure impegnati nell’impresa di attraversare una grande piazza. Sono bambini tra i 2 e i 5 anni che in Italia sarebbero protetti al chiuso in una sezione primavera e nella scuola materna, ma che nella capitale austriaca vivono la città accompagnati da educatori in gruppetti di sette-otto, ma anche qualcuno in più. Sono attività inedite per bambini di quell’età. E lasciano intravedere una stima per la robustezza del bambino che le infinite attenzioni protettive ad essi rivolte minano invece in modo dissimulato.

Segue qui:

http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2017/9/5/LETTURE-Perche-a-Vienna-i-bambini-sono-padroni-della-citta-/781025/

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