Recalcati: “Giuda”

di Massimo Recalcati, repubblica.it, 4 novembre 2017

Nel suo romanzo più conosciuto e fortunato, intitolato “Il male oscuro”, pubblicato nel 1964, Giuseppe Berto (1914-1978), scrittore scomodo e scontroso, pone al centro della scena di quella sorta di tormentata autobiografia psicoanalitica, come si legge sin dalle prime righe, la sua «lunga lotta con il padre». Un padre esigente e padronale, espressione di una Legge sacrificale e inflessibile, schiaccia il figlio sotto il peso di una colpa antica, quella di non aver mai corrisposto alle sue attese, di essere stato una delusione cocente. Questa colpa è destinata a dilatarsi smisuratamente quando il figlio, diventato ormai un uomo adulto, abbandona il padre ammalato di un tumore allo stomaco («tremenda montagna di morte»), in preda ad atroci dolori che lo condurranno nel regno dei morti. Ed è proprio da questa drammatica scena di tradimento che sembra ricominciare l’ultima opera di Berto, pubblicata nel 1978, l’anno della sua morte. Si tratta de La gloria, appena riproposta ai lettori da Neri Pozza. Al centro una rilettura visionaria della figura di Giuda, il discepolo che tradisce Gesù — il suo Rabbi — consegnandolo al supplizio della croce.

Segue qui:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/11/04/giuda43.html?ref=search

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