Il teatro, Gifuni e Freud

Freud o l’interpretazione dei sogni

di Massimo Marino, Giuliano Scabia, doppiozero.com, 1 febbraio 2018

Sembra, in questo nuovo anno, che il teatro torni a interrogarsi sui fondamenti del Novecento. Freud e Marx, il sogno, la scoperta di quella moltitudine interiore che chiamiamo inconscio, e le lotte politiche e sindacali per vincere l’alienazione della fabbrica e creare una società più giusta. Qui parliamo – in questa recensione in prosa, e nei seguenti Pensieri di Giuliano Scabia in righe simili a versi – del primo spettacolo, Freud o l’interpretazione dei sogni, tratto da un “romanzo” di Stefano Massini, lo stesso autore che in Lehman Trilogy aveva narrato le trasformazioni dell’homo oeconomicus nell’epoca dell’apogeo del capitalismo. Di fabbrica, lotte sindacali e utopie politiche novecentesche, ma aperte sull’oggi, tratteremo la prossima settimana prendendo spunto da La classe operaia va in paradiso di Paolo Di Paolo dal film di Elio Petri e Ugo Pirro, nuova produzione Ert con la regia di Claudio Longhi. Nel Freud prodotto dal Piccolo Teatro di Milano che ha debuttato al Tetaro Strehler la scorsa settimana con la regia di Federico Tiezzi viene rovistato nella parte interna, interiore, quello stesso uomo (e la donna) dell’età del capitalismo e del familismo trionfante.

Il teatro della psiche (Massimo Marino)

Ho virgolettato il termine romanzo a proposito dell’opera di Massini pubblicata da Mondadori perché il termine può apparire impreciso o addirittura riduttivo per una composizione di materiali che hanno sì un filo conduttore forte, ma che toccano con un forte senso narrativo e teatrale, come in Lehman Trilogy, vari registri espressivi e stilistici. Il “romanzo” si intitola L’interpretatore dei sogni ed è dichiarato come un “clamoroso falso letterario”, perché è un rovistare dentro la biografia e la pratica clinica dell’autore della Traumdeutung, libro che rivoluzionò il Novecento e l’idea stessa di identità dell’individuo, per ricostruirne un’immaginaria ma non arbitraria biografia. Lo spostamento che avviene nel titolo dello spettacolo (L’interpretazione dei sogni) dichiara che si tratta di opera che usa i materiali del testo di Massini dando a essi una veste differente, spiccatamente teatrale. Lo stesso Tiezzi e Fabrizio Sinisi firmano “riduzione e adattamento”, scegliendo alcuni dei casi trattati da Massini, ricreando sulla scena la tragedia di un uomo che cerca di decifrare la sofferenza, scoprendo le altre parti che vivono in noi, tacendo in certi momenti, emergendo in altri, arrivando a dominare, a censurare, a straziare con la nevrosi, la psicosi. In scena, come si rivelerà alla fine, è il teatro dell’interiorità più profonda, luogo di drammi, cioè letteralmente di conflitti, spesso insanabili, a volte curabili. Sono scontri drammatici che nello spettacolo portano tra i protagonisti dell’agone contino tra l’Io e le altre sue parti lo stesso inventore della psicanalisi, Sigmund Freud, intento con l’ascolto e la parola, con l’associazione e la metafora, con il transfert e l’implicazione personale a tracciare sentieri nella foresta intricata della psiche.

Non c’è niente di consolatorio nella parola teatro come appare qui alla fine: è un luogo di osservazione. Un luogo, come suggerisce il sipario trasparente ripreso da un’opera artistica di Giulio Paolini per il Parsifal con la regia di Tiezzi realizzato al San Carlo di Napoli, misurabile attraverso le leggi geometriche della prospettiva che poi deflette (o si incista) in un uomo piegato su se stesso. La mano gli copre gli occhi e gli regge la testa, chiamata allo sforzo di quella interpretazione-lotta, di quella Deutungche cerca di riportare alla sponda del senso un mare fatto per nuotare e sprofondare.

Segue qui:

http://www.doppiozero.com/materiali/freud-o-linterpretazione-dei-sogni

Al Piccolo come sul lettino di Freud: Gifuni interpreta i sogni e lo psicanalista. Da domani la pièce più attesa del 2018, in programma fino all’11 marzo

di Antonio Bozzo, ilgiornale.it, 22 gennaio 2018

Invece che in poltrona, al Piccolo Teatro Strehler sarà come stendersi sul lettino dello psicoanalista. Da domani all’11 marzo va in scena, in prima nazionale, la produzione di punta per il 2018 del celebre teatro milanese, o meglio d’Europa, diretto da Sergio Escobar: «Freud o l’interpretazione dei sogni», da Sigmund Freud, di Stefano Massini, con riduzione e adattamento di Federico Tiezzi (anche regista) e Fabrizio Sinisi. Il professor Freud, uomo di cui è superfluo ricordare l’importanza rivoluzionaria, è interpretato da un magnifico Fabrizio Gifuni, attore capace di impadronirsi fino in fondo del personaggio, ridandogli vita. Intorno a Gifuni, ruota un cast di primissimo ordine, che non citiamo per esteso (spazio tiranno), limitandoci ai nomi di Elena Ghiaurov, Marco Foschi, Giovanni Franzoni, Sandra Toffolatti, Bruna Rossi, Debora Zuin. Lo spettacolo stesso è al centro di un sistema che porta il tema Sigmund Freud nel cuore del dibattito culturale milanese (per fortuna non ci sono soltanto le guerre elettorali).

Segue qui:

http://www.ilgiornale.it/news/milano/piccolo-sul-lettino-freud-gifuni-interpreta-i-sogni-e-1485464.html

Fabrizio Gifuni “Divento Freud a teatro per sfidare i miei incubi”

di Redazione, larepubblica.it, 19 gennaio 2018

Il primo uomo che mette piede nelle terre ignote e proibite dell’inconscio. Niente mappe, gli unici strumenti per orientarsi sono l’audacia teoretica e il dubbio. Fabrizio Gifuni è Sigmund Freud nello spettacolo più atteso (e complesso) dell’anno. Produzione di punta del Piccolo di Milano (al Teatro Strehler, dal 23 gennaio all’11 marzo), testo di Stefano Massini, adattamento e regia di Federico Tiezzi, cast di quattordici attori all’altezza, Freud o l’interpretazione dei sogni è un’avventura teatrale «formidabile e pericolosissima, un gioco da equilibristi in una stanza delle ombre», dice Gifuni, in scena dall’inizio alla fine delle quasi tre ore di questo viaggio nell’opera chiave non solo della psicanalisi ma dell’intero Novecento, che del pensiero di Freud è figlio.

Segue qui:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/01/19/fabrizio-gifuni-divento-freud-a-teatro-per-sfidare-i-miei-incubi36.html

In scena “L’interpretazione dei sogni” di Freud. Prima mondiale al Piccolo Teatro di Milano. L’opera è firmata Massini, la regia è di Tiezzi. Il protagonista è Fabrizio Gifuni

di Egle Santolini, la stampa.it, 18 gennaio 2018

Un viaggio nella mente del padre della psicoanalisi, in prima mondiale assoluta al Piccolo Teatro di Milano e poi con un lancio internazionale che prevede, con altre produzioni, Stoccolma, Vienna e Parigi. Freud o l’interpretazione dei sognidi Stefano Massini, regìa di Federico Tiezzi, adattamento di Tiezzi con Fabrizio Sinisi, va in scena dal 23 gennaio all’11 marzo allo Strehler e la curiosità è altissima. Qualcosa hanno cominciato a svelare gli autori del progetto, con il direttore del Piccolo Sergio Escobar e con l’attore che guida il molto nutrito cast, cioè Fabrizio Gifuni nel ruolo di Sigmund Freud. Completata nel 1899 ma uscita per volontà di Freud con data 1900, come a segnare uno spartiacque fra due secoli e due mondi, L’Interpretazione dei sogni è il frutto di quella Vienna strabiliante in cui vivevano, insieme, Schnitzler e Schönberg, Klimt e Mahler, Otto Wagner e il giovane Ludwig Wittgenstein: e in cui la decomposizione della solida identità borghese e ottocentesca trovava le sue prime, decisive teorizzazioni. Anche, soprattutto, grazie a quei pazienti che suonavano allo studio di Freud in Berggasse 19.

Segue qui:

http://www.lastampa.it/2018/01/18/spettacoli/palcoscenico/in-scena-linterpretazione-dei-sogni-di-freud-3HPH0BjFXQIJ8Y9AtDLpoL/pagina.html

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