Campagner: “La Casa di Carta”, quanta umanità nasconde una rapina in banca

Trasmesso sul canale a pagamento Netflix, “La casa di carta” si è rivelata una delle serie più interessanti dell’ultima stagione per i suoi molteplici significati

di Luigi Campagner, ilsussidiario.net, 22 luglio 2018

Surreale come le maschere di Salvador Dalí indossate dai suoi protagonisti, La Casa di Carta (regia di Alex Pina) sta spopolando tra gli appassionati del genere. Prima in assoluto tra le serie non prodotte in lingua inglese, l’ultimo dei successi di Netflix sta dividendo pubblico e critica in due partiti contrapposti che la paragonano a un capolavoro o la stroncano senza appello. Chi ha provato a passare dall’intrattenimento a cogliere il “succo” della serie spagnola si è trovato di fronte a una stratificazione di senso a mo’ di cipolla, a partire dal messaggio sovversivo che gli otto rapinatori (sei uomini e due donne) lanciano al mondo occupando la zecca di Stato spagnola e stampando carta moneta a go go. La dimensione mondiale è assicurata dai nomi dei rapinatori che coincidono con altrettante capitali mondiali: Mosca, Denver, Rio, Berlino, Nairobi, Tokyo, Oslo, Helsinki. Un secondo strato è quello utopistico: la realizzazione di una rapina talmente perfetta da non comportare alcun reato, perché i soldi non sarebbero rubati, ma appunto “stampati”.

Segue qui:

http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2018/7/22/LETTURE-La-Casa-di-Carta-quanta-umanita-nasconde-una-rapina-in-banca/831379/

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