Il vero inconscio? Dimenticate Freud. Intervista a John Bargh

di Giuliano Aluffi, la Repubblica, 24 luglio 2018

L’Io è una navicella che durante la navigazione della vita incontra venti e correnti che ne cambiano la rotta spirando da ogni dove: dal passato, dal presente e perfino dal futuro.
Ma l’essere marinai senza bussola non è un destino segnato, anzi: l’inconscio è molto diverso da quel calderone magmatico descritto da Freud e la scienza può insegnarci a usarlo a nostro vantaggio. O almeno così pensa John Bargh, docente di psicologia a Yale considerato tra i massimi esperti dell’inconscio, nel saggio A tua insaputa. La mente inconscia che guida le nostre azioni (Bollati Boringhieri).
Come può l’inconscio influenzarci dal futuro?
«La nostra mente, così come l’universo per Einstein, esiste simultaneamente nel passato, nel presente e nel futuro. In ogni momento coesistono in noi i ricordi del passato, la capacità di reagire al presente e la tensione ad anticipare gli eventi per non essere colti alla sprovvista. Queste tre realtà di cui abbiamo coscienza hanno ognuna una controparte carsica, che influenza di nascosto le nostre decisioni e viene alla luce solo negli esperimenti di psicologia. Gli obiettivi per il futuro e le questioni irrisolte continuano a lavorare dentro di noi anche quando pensiamo a tutt’altro. Questo ci aiuta a tenere il timone nella direzione giusta, ma al contempo ci rende più vulnerabili a influenze esterne che tocchino il tasto giusto».
A proposito: le pubblicità subliminali fanno parte del mito o della scienza?
«Nel saggio I persuasori occulti, Vance Packard nel 1957 raccontò che in un cinema del New Jersey la proiezione subliminale della scritta “Drink Coke” durante un film avrebbe indotto gli spettatori ad assediare il chiosco delle bibite. Ma è una leggenda metropolitana, e pare che anche il cinema descritto da Packard non fosse mai esistito.
Gli studi più recenti dicono che i messaggi subliminali possono influenzare i nostri comportamenti, ma solo se già abbiamo un obiettivo (futuro) in mente. Se già siamo assetati, una pubblicità subliminale può condizionare la scelta di una certa bevanda. Ma non può farci venire sete».

Segue qui:

http://media.mimesi.com/cacheServer/servlet/CropServer?date=20180724&idArticle=388675117&idFolder=14320&authCookie=-270367992&trc=pDelivery-t20180724-a388675117-h38699-c4036-d12039-f14320-n2

Oppure qui, selezionando la data del 24 luglio 2018:

http://www.uilcacreval.eu/rassegna-stampa/

 

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