Com’è difficile essere studenti

di Anna Maria Testa, Luigi Ballerini, internazionale.it, 1 ottobre 2018

La sala del teatro è gremita. Ci saranno almeno trecento ragazzi dell’ultimo anno delle superiori. Tra qualche mese dovranno vedersela con l’esame di maturità e con alcune scelte importanti. Il gruppetto di adulti che sta sul palco in teoria è lì per offrire loro indicazioni utili per il futuro (questo è l’ambizioso obiettivo dell’incontro). Ma in pratica non è così facile, per gli adulti, evitare di pavoneggiarsi, o di metterla giù troppo semplice. L’adolescenza, nel ricordo di chi l’ha superata da un pezzo, rischia sempre di sembrare più bella e facile di com’è davvero. Tra gli adulti c’è Luigi Ballerini, medico, psicoanalista e scrittore di libri per ragazzi. Uno che incontra moltissimi studenti, anche in veste professionale. Riesce a parlare alla platea con semplicità e senza essere condiscendente, cosa che mi colpisce. Quindi, terminato l’incontro, mi do da fare per potergli rivolgere qualche domanda.

Quali sono oggi i maggiori motivi di disagio, per ragazzi come questi, secondo la sua esperienza?
Si parla spesso di genitori assenti, ma mi sentirei di dire che uno dei motivi di maggiore disagio è, paradossalmente, l’intrusività dei genitori. I ragazzi vanno a prendere informazioni ai banchetti negli open day universitari accompagnati da mamma e papà. Quando fanno i test di ingresso alle università, i genitori li seguono quasi fin dentro ai laboratori informatici, e poi restano fuori ad aspettare. È successo al Politecnico di Torino e al Politecnico di Milano. A Catania e a Bologna per i test di medicina. Il comportamento è così diffuso che il Cosp, il centro per l’orientamento allo studio dell’Università Statale di Milano, organizza incontri con percorsi di sostegno alla scelta universitaria “per i genitori”. E non solo: le agenzie per il lavoro dicono che sempre più spesso sono i genitori ad andare in sede per consegnare i curricula dei loro pargoli. Ma che cosa si può mai pensare di un ragazzo che non si dà una mossa neanche per venire a presentarsi? Ovviamente quei curricula finiscono ignorati.

Segue qui:

https://www.internazionale.it/opinione/annamaria-testa/2018/10/01/essere-studenti

 

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