Melandri, Fachinelli: “L’attuale inattualità di Elvio Fachinelli”

di Dinamopress, 7 novembre 2018

Sono trascorsi cinquant’anni dall’esplosione di quell’incredibile decennio di lotte che è stato il lungo ’68. DINAMOpress ha deciso di ripercorrerne alcuni dei temi, delle questioni, dei motivi attraverso un’altra figura straordinaria – dopo Primo Moroni –, che sull’importanza storica, politica, antropologica del “desiderio dissidente” di quel movimento non ha mai smesso di interrogarsi: Elvio Fachinelli. Medico psichiatra, psicanalista, militante, Fachinelli ha tracciato in ciascuno di questi ambiti “nuove strade”, ha sperimentato intrecci impensati rompendo gli steccati delle discipline e dei dualismi della nostra cultura, è andato alle “radici dell’umano”, lasciandosi attraversare dai “fuori tema” del femminismo, della sessualità, dell’infanzia, dei movimenti non autoritari. Ha collaborato con Cesare Musatti al lavoro di edizione e traduzione delle Opere di Freud; promotore e animatore di gruppi di analisi con gli studenti dentro le università in rivolta; ha partecipato e contribuito all’esperienza dei “Quaderni piacentini”; insieme, tra gli altri, a Lea Melandri e Luisa Muraro, nel 1970 ha fondato l’asilo autogestito di Porta Ticinese (Milano), il cui lavoro verrà poi narrato dal libro L’erba voglio (1971), prima, e dall’omonima rivista poi (1971-1977); il libro di Lisetta Carmi, Travestiti (1973), è una testimonianza del lavoro che invece ha svolto nel quartiere vecchio di Genova con un gruppo di transessuali; in un centro autogestito, tra il 1977 e 1978, ha lavorato con gruppi di giovani eroinomani ed è stato tra i primi in Italia a proporre una liberalizzazione controllata dell’eroina; ha seguito con entusiasmo la vicenda delle radio libere di Bologna. Questi, sono solo alcuni degli snodi politici e intellettuali della vita di Elvio Fachinelli. E la raccolta di testi che qui presentiamo – assolutamente parziale rispetto alla mole e l’ampiezza della sua produzione – offre solo alcuni dei cristalli in cui si è condensato il suo pensiero. “Cristalli liquidi”, come la generazione del ’68, in cerca, oggi più che mai, nel tempo di un rinnovato ciclo reazionario e autoritario, di nuove condensazioni. A noi afferrarne l’”attualità inattuale”, come ha avuto a scrivere Lea Melandri. Ed è proprio a Lea Melandri, alla generosità con cui ci ha messo a disposizione testi e materiali, che va il nostro ringraziamento speciale.

Segue qui:

https://www.dinamopress.it/news/speciale-elvio-fachinelli/?fbclid=IwAR3oMKY5TPe4hCiWGTB_nojuYW0LIE0MyvnX63XNjZiks0LJgvYeIipu4e8

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