Benvenuto: “La psicoterapia all’epoca delle semplificazioni”

di Sergio Benvenuto, doppiozero.com, agosto 2019

Nell’epoca di twitter, ovvero delle grandi semplificazioni demagogiche, parlare di complessità appare quasi una provocazione. E in effetti può essere letto come provocatorio il titolo del libro Complessità e psicoterapia, curato da due psicoterapeuti, Pietro Barbetta e Umberta Telfener (Raffaello Cortina, 307 pagine). Il volume raccoglie i contributi di vari operatori che orbitano attorno al Centro Milanese di Terapia della Famiglia, che applica un metodo chiamato anche sistemico-relazionale, oggi molto diffuso in Italia.

Sin dagli anni 60 alcuni psicologi – tra cui Luigi Boscolo e Gianfranco Cecchin, a cui i due curatori del volume rendono omaggio nel sottotitolo – iniziarono in Italia la psicoterapia familiare, basata sulla teoria dei sistemi complessi ispirata ai lavori di H. von Foerster e G. Bateson, applicata alla psicoterapia da P. Watzlavick e da altri. Questa teoria riprendeva modelli ispirati alla cibernetica e alla teoria della comunicazione. La scommessa di base era che sullo sfondo di ogni cosiddetta psicopatologia ci sia un certo funzionamento del “sistema” di relazioni sociali a cui il cosiddetto malato partecipa, in primis della propria famiglia. Se uno viene diagnosticato come schizofrenico o come isterica, per esempio, l’ipotesi è che l’intera famiglia a cui appartiene funziona in modo schizofrenico o in modo isterico, anche se inconsapevolmente. Il “paziente designato” come schizofrenico o isterica è solo l’anello più debole del funzionamento dell’intero sistema familiare. Paziente diventa quindi l’intera famiglia.

I membri della famiglia, o per lo meno quelli che accettano di venire, siedono in circolo attorno a due psicoterapeuti, di solito un uomo e una donna. Mentre i vari membri parlano, dietro uno specchio unidirezionale altri terapeuti osservano; i membri della famiglia sanno di questo specchio. A un certo punto i due terapeuti interrompono la seduta, si recano nella stanza accanto dove sono i loro colleghi, e discutono il caso. Insieme elaborano una strategia. I due terapeuti tornano alla famiglia e danno il tipo di risposta così elaborata. In una prima fase della storia della psicoterapia familiare, i terapeuti davano di solito delle prescrizioni di comportamento ai vari membri della famiglia, che avevano però un senso paradossale, quindi, per certi versi, contraddittorie. Si contava sul fatto che queste istruzioni paradossali cambiassero la regola implicita di funzionamento del sistema familiare.

Segue qui:

https://www.doppiozero.com/materiali/la-psicoterapia-allepoca-delle-semplificazioni

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