Ermeneutica dei sogni, ermeneutica della vita (2018)

Antonino Buono, neuropsichiatra e analista junghiano, analizza miti e riti, finito e infinito, simboli e archetipi, numeri e figure geometriche, mondo antico e mondo di oggi, la povertà ricca di un tempo e la ricchezza povera di oggi, quanto è andato perso  di contenuto, di sostanza, di pensiero

di Davide D’ALessandro, ilfoglio.it, 19 marzo 2018

Il libro che ho tra le mani, di Antonino Buono, in libreria tra qualche giorno, l’ho letto prima che fosse scritto. Perché è il libro che ho sempre sognato di scrivere, senza averne mezzi e capacità. È il libro, edito da Morlacchi, che ha per titolo: Sogni. Realtà altra, immaginazione creativa, profezia. Oh, i sogni! La vita notturna, i momenti più veri. Senza pregiudizi e senza difese. Soli, finalmente soli. Soli e sogni. A fare un po’ i conticini. A capire che cosa ci balla dentro, che cosa chiede di emergere, di prorompere, di trovare ascolto.

Da anni li ricordo e li trascrivo con estrema cura. Rivisitano la memoria o è la memoria che torna a farmi visita? Sono migliaia, ormai. Potrei pubblicare un libro di sogni. Ma mentre penso di pubblicare, arriva il libro da pubblicare davvero, il libro del mio analista, il libro che ho letto prima che fosse scritto. Ora lo (ri)leggo, lo (ri)attraverso e mi sembra perfetto. Concepito come Il Libro, come unico libro di una storia di vita e di lettino lunga più di settant’anni, che ha la forza, la potenza, di entrare nel mito, di interpretare sogni e visioni, di evocare un mondo altro rispetto a quello che banalmente frequentiamo.

È un libro che invita e (re)incantare il mondo che abbiamo colpevolmente (dis)incantato, a (ri)ascoltare il battito della vita che abbiamo colpevolmente smesso di ascoltare. Nella bottega artigiana di un analista si lavora con  parole, sogni, immagini, simboli, metafore. È un lavorio delicato, certosino, paziente. L’anima non è una macchina, non si lascia accostare dalla tecnica. Ha bisogno di passi felpati e prudenti. Un minimo errore la devasta. Buono ha saputo, dopo una vita spesa curva sul dolore psichico, sulle ferite dell’anima, consegnare al lettore un libro meditato, saggio, con intarsi derivanti da una notevole stabilità interiore. Dietro la scrittura emerge sempre, finendo per rivelarsi, un’esistenza, la storia di una vita, il percorso mai lineare, sempre accidentato e in salita, dell’inquieto vivere e operare dell’umano. 

Segue qui:

https://www.ilfoglio.it/filosofeggio-dunque-sono/2018/03/19/news/ermeneutica-dei-sogni-ermeneutica-della-vita-184879/

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