Spiegare Di Maio (ma non alla maniera di Recalcati) – 2018

di Rodolfo Casadei, tempi.it, 17 aprile 2018 

La propensione di Massimo Recalcati a giudicare la politica sulla base di categorie psicanalitiche è scorretta, diseducativa, pretenziosa, mistificatoria e istrionica. L’ultimo esempio di uso pretestuoso della psicanalisi per mettere a fuoco una situazione politica è il suo giudizio sull’insistenza con cui Luigi Di Maio rivendica la poltrona di capo del futuro governo dell’Italia:

«Lo sgomento di fronte all’ipotesi di Di Maio premier non è per me tanto relativo alla sua incompetenza tecnica, quanto al gesto personalissimo dell’aver accettato questa investitura. Quanti accetterebbero un incarico di questa rilevanza senza avere la più pallida idea di cosa significhi governare la cosa pubblica? È questa assenza di consapevolezza dei propri limiti che fa davvero tremare i polsi. È il polo chiaramente maniacale o, se si preferisce, puramente adolescenziale del M5S. Un fantasma di onnipotenza e di purezza totalmente sganciato dalla realtà. Mi chiedo: ma avrà avuto o avrà almeno una crisi di panico, un momento di vertigine o di angoscia? Glielo auguro perché sarebbe il segno che quell’onnipotenza maniacale che egli, così diverso nel sembiante, sembra aver ereditato dal suo fondatore, in realtà, non lo assorbe integralmente».

Segue qui:

Spiegare Di Maio (ma non alla maniera di Recalcati)

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