Gatti: “Perché il terrorismo?” (2018)

di Giacomo Gatti, huffingtonpost.it, 5 aprile 2018

Negli ultimi giorni si sono profilati fenomeni di allerta di fronte al pericolo di atti terroristici islamici anche nel nostro Paese. È certamente, di volta in volta, uno studio molto complesso, quello delle radici di qualsivoglia fenomeno terroristico. Il terrorismo è un complesso fenomeno sociale, con basi oltreché politiche, di sottesa rispondenza psicopatologica individuale e gruppale. L’attuale terrorismo islamico è più compiutamente un fenomeno politico-sociale-religioso e più gravemente psicopatologico, come tenterò di spiegare meglio più innanzi. Le religioni, come si sa, ora incitano al bene, ora alle guerre e nel caso del terrorismo “religioso”, gli studi psicodinamici hanno dimostrato, talora, una drammatica relazione tra fede e violenza.

Appare dunque assai chiaro, per quanto riguarda quest’ultimo specifico punto, che nella fattispecie, progressione, evoluzione spirituale, sociale e civile da una parte e fede dall’altra non marcino purtroppo, sempre in tandem, come dovrebbe essere e come, talora, è pur dato di cogliere. Se nel 1932, Einstein pose a Freud la domanda “perché la guerra?”, oggi noi possiamo chiederci “perché il terrorismo?”, non disconoscendo ancora quanto la psicoanalisi sia stata sempre di grande aiuto per la comprensione della violenza collettiva.

Segue qui:

https://www.huffingtonpost.it/giacomo-gatti/perche-il-terrorismo_a_23402262/

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