Il secondo alfabeto è quello del contatto

di Mariolina Ceriotti Migliarese, avvenire.it, 18 giugno 2020

La parola alfabeto fa pensare immediatamente al linguaggio: comprendere le parole che riguardano gli affetti e approfondirne il vero significato è ciò che permette di uscire dai malintesi e dalle manipolazioni, ritrovando lo spessore prezioso delle relazioni. Ma il primo alfabeto a disposizione dell’uomo non è fatto di parole; prima che le parole diventino intelligibili, non solo gli affetti ma anche la conoscenza utilizzano altri canali: sono infatti i cinque sensi le porte di accesso per tutte le informazioni che ci sono necessarie, ed è attraverso i sensi che facciamo esperienza del mondo e delle relazioni. Tra tutti i sensi, che hanno una loro specificità, il tatto si distingue per essere un senso “diffuso”, che costruisce in qualche modo il “clima di fondo” sul quale tutti gli altri sensi si organizzano. La percezione tattile è molto complessa, e non riguarda solo le sensazioni di superficie: attraverso il tatto percepiamo piacere, dolore, temperatura, vibrazione, consistenza degli oggetti, ma anche pressione, forma, movimento, posizione del corpo nello spazio.

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