Meglio dire “non lo so”

Si tratterà di un “mondo” nuovo i cui contorni, però, potranno pian piano emergere solo “dopo”: dopo aver ripercorso dieci, cento, mille volte i giorni drammatici – che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo – alla ricerca di parole che, se siamo onesti con noi stessi, ora davvero non abbiamo

di Michela Marzano, ilsole24ore.com, 30 giugno 2020

Ho sempre pensato – e continuo a pensare – che l’unica possibilità che abbiamo per proiettarci nel futuro – e capire quindi verso dove ci dirigiamo – è avere bene in testa chi siamo e da dove veniamo. Senza certezze sul presente, è praticamente impossibile averne sul futuro. E allora come facciamo anche solo a immaginare il mondo che verrà? Ma forse dovrei essere più modesta e, senza utilizzare un fin troppo enfatico “noi”, dovrei riformulare la domanda in prima persona: come faccio io a ipotizzare il mondo di domani, se non so più chi sono e che cosa sto vivendo ora? Perché il dramma, almeno per me, è proprio questo: mi si sono sbriciolate tutte le certezze che avevo prima, e sono gli stessi contorni del mio io che hanno iniziato a vacillare. E nonostante mi sforzi disperatamente di cercare le parole adatte per descrivere questi giorni e queste settimane, mi rendo conto di non esserne in grado. Non so cosa voglia dire elaborare il lutto di una persona cara cui non si è potuto dire «addio».

Segue qui:

https://www.ilsole24ore.com/art/meglio-dire-non-so-ADofZWb

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