Perché il mito di Edipo ha ispirato Freud

di Apostolos Apostolou, Il Popolo Veneto, 9 settembre 2020

“Già da piccolo, il figlio comincia a sviluppare un’affettuosità particolare per la madre, che considera come cosa propria, e ad avvertire nel padre un rivale che gli contrasta questo possesso esclusivo; e, allo stesso modo, la figlioletta vede nella madre una persona che disturba il suo affettuoso rapporto con il padre e che tiene un posto che lei stessa potrebbe occupare molto bene. Apprendiamo dall’osservazione quanto sia precoce l’età cui risalgono questi atteggiamenti Li designiamo col nome di complesso edipico, perché la leggenda di Edipo realizza con un’attenuazione minima i due desideri estremi risultanti dalla situazione del figlio: uccidere il padre e prendere in moglie la madre” (Sigmund Freud, Introduzione alla psicoanalisi, 1915/32).

“Come si potrebbe costringere la natura ad abbandonare i suoi segreti se non contrastandola vittoriosamente, ossia mediante ciò che è innaturale? Questa conoscenza la vedo dei destini di Edipo: lo stesso che scioglie l’enigma della natura – della sfinge della duplice natura – deve anche violare, come assassino del padre e marito della madre, i più sacri ordinamenti naturali” (F. Nietzsche: La nascita della tragedia, p, 66).

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