Internet ci ha rubato i sogni? Guida ai 50 esercizi per ritrovare l’inconscio (e diventare onironauta)

Oggi le nostre immagini interiori impallidiscono di fronte a quelle che ci assediano dal mondo digitale ma c’è un ma…

di Roselina Salemi, elle.com, 4 ottobre 2020

Mary Shelley scrisse Frankenstein basandosi su un incubo avuto nel 1816 (un uomo costruiva uno zombie mettendo insieme pezzi di ricambio umani), Robert Luis Stevenson raccontò di essersi svegliato con la trama de Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde in testa. Stephen King ammette di aver sognato le storie dei suoi romanzi, Paul McCartney alcune delle sue canzoni. Misteriosi, magici, simbolici, profetici, interpretati da sacerdoti, stregoni e, da Freud in poi, dagli psicoanalisti, i sogni sono al centro di un grande cambiamento. Negli ultimi anni il nostro rapporto con i sogni è cambiato più che nel resto della storia. È una provocazione, certo, quella dello psicoanalista e sociologo Luigi Zoja, dall’alto del suo mezzo secolo di esperienza professionale: Internet ci ha rubato i sogni? Sogniamo meno o semplicemente ricordiamo meno? E ancora: la nostra vita onirica è diventata più povera? Al Festival della mente, dedicato quest’anno ai sogni, ha invitato tutti a riflettere su quello che ci passa per la mente mentre dormiamo.

Segue qui:

https://www.elle.com/it/emozioni/psicologia/a34118974/onironauti-sogni-lucidi-cosa-sono/

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