«La pandemia come lezione di vita»

di Francesco Bevilacqua, corrieredellacalabria.it, 16 novembre 2020

Provate a digitare su Google la parola “transumanesimo”. Il signicato più attuale della parola ha a che fare con la convinzione, di tipo illuministico-scientista, secondo la quale la morte è solo una malattia e ciascuno di noi, prima o poi, potrà vivere in eterno. A pensar bene, è un concetto già genialmente ideato, molti secoli fa, dai cristiani. San Paolo scrive nella prima lettera ai Corinzi: «L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte». Insomma, sia per il cristianesimo che per il transumanesimo, la morte non è un accadimento naturale, non è “sorella”, come affermò ereticamente San Francesco; è, invece, la somma nemica, un accidente che Dio o l’uomo, prima o poi, riusciranno a sconfiggere. E già si progettano i trapianti di teste, il riversamento della mente individuale in una macchina (“uploading del cervello”) e via discorrendo.

Segue qui:

https://www.corrieredellacalabria.it/contributi/item/277088-la-pandemia-come-lezione-di-vita/

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