Recalcati: “La paura dell’antidoto e il senso della comunità”

di Massimo Recalcati, la Repubblica, 28 dicembre 2020

Non aspettavamo altro. Negli ultimi giorni di questo anno terribile le prime dosi di vaccino saranno distribuite in tutta Europa. Finalmente si può vedere un po’ di luce in fondo al tunnel. Nondimeno, farsi iniettare nel proprio corpo una sostanza estranea, seppure incaricata di difenderlo dal male, non è affatto scontato che sia vissuto da tutti come un beneficio. E non solo per problematiche ideologiche come è accaduto nel nostro Paese con i cosiddetti No-vax. E nemmeno per una valutazione razionale sugli eventuali effetti collaterali che il vaccino potrebbe, anche se in percentuali minime, determinare. Esiste una componente psicologica “irrazionale” nel rifiuto a farsi vaccinare che non bisogna sottovalutare. Non è molto diversa dall’angoscia che rende impossibile viaggiare in aereo o frequentare luoghi affollati, sottoporsi ad una anestesia o attraversare in auto un lungo tunnel. Il comune denominatore di tutte queste situazioni apparentemente così eterogenee è l’inevitabile perdita di controllo che in modo più o meno accentuato il soggetto è costretto a sperimentare.

Segue qui nella sezione Articoli selezionando la testata e la data indicati sopra:

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