Thanopulos e Pascarelli: “Per chi cantano gli eroi?”

di Sarantis Thanopulos, Piero Pascarelli, ilmanifesto.it, 20 marzo 2021

Pietro Pascarelli: «Parto dal titolo di una poesia di Vito Riviello, e da altri suoi versi in cui una saltatrice “vola salendo a quel centimetro che nessuno ha stabilito”, per parlare di un nascere senza fine stabilita. Il soggetto nasce dal mito dell’eroe che da solo uccide il padre despota, segnando un nuovo inizio: «Il mito è il passo con cui il singolo esce dalla psicologia collettiva» (Freud 1921). Lo fa chi ha la parola poetica che dischiude la soglia del senso (per Robert Frost la poesia è il suono del senso). E ha il coraggio di inventare (non ha paura della morte, sul piano simbolico), è libero di falsificare la vulgata immemoriale sul parricidio come gesto di massa. Fissando l’attenzione su un atto individuale nella scena collettiva, determina una cosa rivoluzionaria: dicendosi nasce come soggetto e con l’identificazione che suscita mostra per ciascun componente del collettivo la funzione di unità significante, e insieme di utilizzatore di significanti, di parlante.

Segue qui:

https://ilmanifesto.it/per-chi-cantano-gli-eroi/

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