Montanari: “I casi di plagi e abusi sul lettino di Freud sono purtroppo sempre difficili da dimostrare”

di Maurizio Montanari, ilfattoquotidiano.it, 25 luglio 2021

Il terribile servizio de Le Iene (andato in onda nel 2018, ndr) relativo ad uno psicoterapeuta accusato di aver abusato sessualmente delle sue pazienti ripropone la questione del plagio nel setting psicoterapeutico. La possibilità di incontrare lestofanti seduti sul lettino di Freud è purtroppo un dato ampiamente documentato: basti ricordare il durissimo Libro nero della psicoanalisi o il più equilibrato Al di là delle intenzioni. Etica e analisi dello psicoanalista Luigi Zoja. Come analista non posso che provare rabbia per queste testimonianze che, nella loro crudezza, svelano tuttavia un dato reale che anche io ho conosciuto sulla mia pelle: chi va su un lettino oggi non ha precise garanzie di terzietà. Nel campo della psicoterapia, se una cura si inceppa o deraglia arrecando danno al paziente il luogo deputato a portare le proprie rimostranze è anzitutto l’Ordine di appartenenza del professionista. Valutare un danno patito in seduta è tuttavia un compito non semplice. Esistono da un lato valutazioni che si fondano su dati oggettivi, tangibili e dimostrabili: violenza fisica (come nel servizio suddetto), violazione della privacy, disonestà fiscale.

Segue qui:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/07/25/i-casi-di-plagi-e-abusi-sul-lettino-di-freud-sono-purtroppo-sempre-difficili-da-dimostrare/6269861/

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