Thanopulos: “Marci su Roma”

di Sarantis Thanopulos, il manifesto, 16 ottobre 2021

Le violenze a Roma, culminate nell’attacco alla sede della CGIl, sono andate ben oltre la paura di vaccinarsi e l’ideologia anti-vax. Rappresentano in parte una degenerazione del movimento anti-vax (da sempre verbalmente aggressivo), ma il fenomeno a cui hanno dato configurazione è più complesso. Esso è alimentato da altre correnti, capaci di appropriarsi di forme di protesta già esistenti e di sprigionare attraverso di loro la propria violenza. Queste correnti (l’insofferenza nei confronti delle regole comuni, la rabbia nei confronti del senso della misura percepito come schiavitù, la frustrazione causata dalla paura di perdere il proprio posto nel mondo) convergono verso la loro peggiore espressione: il progressivo rigetto, insieme depressivo e paranoico, del prossimo, ancor prima che dello “straniero” o del “migrante”. L’altro vicino (l’amante, il parente, l’amico, il collega, il concittadino) diventa un’estraneo e la terrificante estraneità di sé che, di rimbalzo, ricade sul rigettante, viene scaricata in termini di radicale ostilità nei confronti di chiunque viene percepito come sufficientemente distante e nemico.

Segue qui:

http://www.psychiatryonline.it/node/9315

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