Thanopulos: “La tecnica deve servire l’esperienza, il desiderio”

di Sarantis Thanopulos, il manifesto, 6 novembre 2021

L’accordo sul clima evita, al momento, il peggior scenario possibile, ma è al di sotto delle legittime aspettative di riuscire a contenere l’aumento della temperatura (rispetto all’epoca preindustriale) entro il limite di 1.5 C (come era stato prospettato nel vertice del 2015 a Parigi). Ciò avrebbe permesso di rendere l’impatto attuale del cambiamento climatico (già molto pesante) reversibile. L’asticella si è spostata, invece, sull’1.9 C, obiettivo che, secondo uno studio dell’Università di Melbourne, ha più del 50% di possibilità di essere raggiunto. Si può vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, ma è innegabile che l’umanità ha compiuto un altro passo verso la deriva più temibile: la strada dell’adattamento perenne, che è un circuito vizioso, alle condizioni oggettive della sua esistenza. Queste condizioni non sono la “natura” e non sono la “realtà”. Sono ciò che resta della realtà se togliamo il farne “esperienza”: sentirla, patirla, scoprirla, intuirla,“gustarla”. Esistiamo veramente se non ci adattiamo al mondo esterno: se impariamo a rispettarlo per conoscerlo, esperirlo. Questa è una tendenza naturale, una qualità intrinseca dell’essere umano.

Segue qui:

http://www.psychiatryonline.it/node/9331

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