Montanari: “Bruce Springsteen vende il suo catalogo a Sony: a me sa di ipoteca del passato (che non si compra). Il mio”

di Maurizio Montanari, ilfattoquotidiano.it, 18 dicembre 2021

Da fan attempato quale sono di Bruce Springsteen, ciò che ho mal digerito dopo la notizia della cessione della sua opera omnia alla Sony è stata una sgradevole sensazione di ipoteca del passato. Il mio passato. Non mi accodo di certo a quelle voci di stampa che stanno dando un’eco esclusivamente monetaria a questo fatto: Bruce era già un uomo straricco, assai prima di incassare questa cifra astronomica, e mi fanno ridere quelli che se la menano con argomenti quali ‘adesso il cantante del New Jersey si è garantito una serena vecchiaia’. Bruce è solo l’ultimo tra i grandi della musica contemporanea ad aver ceduto la sua produzione ad una multinazionale, la quale opera ben consapevole di tesaurizzare un tempo musicale irrepetibile, quello del rock d’autore, che tra decenni ancora farà ballare e cantare molte generazioni. Il punk, che non doveva morire, è scomparso. Il rock no, è sopravvissuto, forte anche tra vent’anni della frase di Lou reed ‘Niente batte due chitarre, batteria e basso’. 

Segue qui:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/12/18/bruce-springsteen-vende-il-suo-catalogo-a-sony-a-me-sa-di-ipoteca-del-passato-che-non-si-compra-il-mio/6430153/

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