Recalcati su Cacciari e Agamben

Montanari: “Recalcati attacca Agamben e Cacciari, ma nessuno gli chiede conto di Telemaco”

di Massimo Montanari, ilfattoquotidiano.it, 4 gennaio 2022

Sono sincero. L’intervista apparsa sull’Huffington Post a Massimo Recalcati, sparata sui social col titolo “A Cacciari ed Agamben dico: la filosofia può rendere ciechi” mi ha messo di buon umore. Lo dico senza vis polemica alcuna. Tanto cupo è il momento di chi si occupa di clinica in questo tempo, vista la mole inusitata di dolore e senso di finitezza che ingorga i nostri studi, che non appena un amico me l’ha girata l’ho letta pregustando un senso di sollievo che mi avrebbe alleggerito la giornata. E così è stato.

Non mi riferisco a quello che c’è, vale a dire un’atmosfera amicale al profumo di incenso, un brusio confessionale dietro al quale l’intervistato parla dell’altrui ‘vanità’. Ma no! La cosa interessante di questo articolo è quello che manca. La ‘ciccia’ del pezzo è quella che non c’è. E, si badi, la sua incompletezza non è ascrivibile a dimenticanza, ma rivela piuttosto una struttura precisa di un certo modo di intendere il giornalismo. La cifra di questo piacevole interscambio sta in ciò che non viene né scritto, né detto.

Segue qui:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/01/04/recalcati-attacca-agamben-e-cacciari-ma-nessuno-gli-chiede-conto-di-telemaco/6444368/

Recalcati: “A Cacciari e Agamben dico: la filosofia può rendere ciechi”

Il più noto psicanalista italiano: nella polemica sui vaccini hanno piegato la realtà agli interessi dell’ideologia. “Aggiungerei anche la miseria di certo giornalismo di destra…”

di Davide D’Alessandro, huffingtonpost.it, 2 gennaio 2022

È il più noto psicoanalista italiano, inutile girarci intorno. Chi lo adora, chi lo detesta. Il successo, diceva qualcuno, bisogna farselo perdonare e Massimo Recalcati non sembra affatto preoccupato del rumore di fondo che accompagna il suo cammino. Continua a studiare, a scrivere, a parlare. Gli ho chiesto, direbbe Lacan, di marcare l’inizio, di marcare quest’anno che si annuncia, come i precedenti, molto complesso. E sono tanti, forse troppi, ad affrontare la complessità con superficialità e insensatezza, a ridurla a mera contrapposizione di dati, mentre si muove altro dentro l’essere umano. Chiedo a lui, che ha percorso gli studi filosofici prima di approdare alla psicoanalisi, a lui che era stato costruito per una carriera filosofica prima di inciampare, prima di essere costretto a guardare dentro la propria sofferenza e a seguire un’altra strada, una lettura del presente e una parola per un futuro consapevole.

Con quale spirito entri nel 2022? Come immagini sarà?

“Una luce. Siamo stati al buio per troppo tempo. Adesso abbiamo bisogno di luce. Gli esseri umani sono fatti per nascere e non per morire, diceva Hannah Arendt. Noi siamo fatti per la luce e non per il buio. Eppure, sappiamo anche che il buio esiste e può cadere sulle nostre teste in ogni momento. In questi tempi così duri ho citato spesso Franco Basaglia. Diceva che la cura consiste nel riuscire a fare qualcosa del buio. Bene, io penso che noi abbiamo bisogno di vedere la luce nel buio. Mi auguro dunque più luce per l’anno che inizia”.

Segue qui:

https://www.huffingtonpost.it/entry/recalcati-a-cacciari-e-agamben-dico-la-filosofia-puo-rendere-ciechi_it_61d16f65e4b0d637ae96d269

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