Valcarenghi: “Malinconia, non è una malattia”

di Marina Valcarenghi, Il Fatto Quotidiano, 29 dicembre 2014* Alcuni pensano che la malinconia sia un disagio, un problema, comunque una molestia. A me invece sembra un sentimento collegato alla coscienza della condizione umana. Ci sono momenti così, come se calasse una leggera nebbiolina e piovesse piano per un po’. Niente temporale, niente alluvione, nessuna tragedia, solo un momento che ha il suo motivo di essere, come la pioggia, e […]

Valcarenghi: “La psicoanalisi secondo la gente”

di Marina Valcarenghi, Il Fatto Quotidiano, 10 novembre 2014*  La psicoanalisi non è una scienza. Se non sei capace di risolvere i tuoi problemi, come può riuscirci un altro? In fondo sono chiacchiere, male non ti può fare. Se vai in analisi diventi dipendente dall’analista. È un programma di adattamento al sistema capitalista. È un programma che destruttura e […]

Valcarenghi: “Il cambiamento e l’arte di saper andare via”

di Marina Valcarenghi, Il Fatto Quotidiano, 3 novembre 2014* Sapere quando è il momento giusto per andare via è un’arte che si apprende con il tempo, ma che richiede anche un certo talento naturale: andare via da un lavoro, da un’amicizia, da una città, da una casa, da un’appartenenza politica, da un amore. Le cose […]

Valcarenghi: “Misoginia, non stiamo zitte!”

di Marina Valcarenghi, Il Fatto Quotidiano, 13 ottobre 2014* “Una donna può studiare ma non può esprimere un pensiero originale” affermò un mio paziente senza nemmeno paura di essere strangolato: doveva sembrargli un concetto ovvio. A un recente convegno di psicoanalisi un rappresentante istituzionale della categoria ha aderito a questa scuola di pensiero osservando come il costante aumento delle donne psicologhe ridurrà inevitabilmente la nostra materia all’ […]

Valcarenghi: “Perché il disastro interessa più della felicità?”

di Marina Valcarenghi, Il Fatto Quotidiano, 6 ottobre 2014*  Assistiamo all’espandersi tumultuoso della cultura del lamento, è diventata ormai un oggetto di conversazione come l’ultimo film di Ken Loach o la nebbia in val Padana. Ma non penso al lamento per la crisi, recentemente promossa a recessione, o per la guerra, o per le nostre […]

Valcarenghi: “Sesso e pornografia: non siamo educati al piacere”

di Marina Valcarenghi, ilfattoquotidiano.it, 4 ottobre 2014 La pornografia intercetta un immaginario sedimentato in stratificazioni inconsce, attivando un’eccitazione scollegata da un contesto concreto. Non è quindi certo una perversione; ma il materiale porno è cambiato in questi anni, arrivando spesso a descrivere comportamenti perversi nei quali è evidente il nesso di causalità fra violenza e […]

La trasgressione è solo paura del desiderio

di Marina Valcarenghi, ilfattoquotidiano.it, 22 marzo 2014 Non è un’avventura finire a letto con il primo o la prima che capita o guidare ubriachi; qualche volta sono invece cure palliative di un desiderio di avventura frustrato. Le minoranze sono sempre esistite, ma molti si orientano oggi al rifiuto dell’avventura e dei rischi che inevitabilmente contiene. Va bene […]

Valcarenghi: “La paura che ci salva o ci imprigiona”

di Marina Valcarenghi, ilfattoquotidiano.it, 10 marzo 2014 La parola paura è oggi la più ricorrente nel corso di un’analisi, di quasi qualunque analisi e non era così anche solo vent’anni fa. Intendiamoci: la paura è un sentimento complesso e può essere sia l’istintiva difesa di fronte a un pericolo, sia il freno davanti a un ostacolo vero […]

Psicoanalisi: come lavorerebbero Freud e Jung con il figlio di una coppia gay?

di Marina Valcarenghi, ilfattoquotidiano.it, 3 marzo 2014 Come si può prendere contatto con l’inconscio di un essere umano senza sapere dove e in che modo questo essere umano vive? Come se l’analisi fosse una bolla isolante, come se esistesse una storia solo personale, come se l’analista fosse esonerato dal pensare il mondo, o peggio, come […]

App e psiche: la tecnologia aiuta la psicoanalisi?

di Marta Serafini, seigradi.corriere.it, 5 gennaio 2013 «Dottore ho fatto un sogno. Me lo sono scritto sullo smartphone, aspetti che glielo leggo». Freud è morto molto tempo prima che Steve Jobs inventasse l’iPhone e probabilmente sarebbe inorridito davanti a una scena simile. Avrebbe cacciato un urlo, strappato il telefonino dalle mani dal paziente e lo […]