Galimberti: “Il corpo in Occidente” (2011)

da dialoghisulluomo.it, intervento di Umberto Galimberti a Dialoghi sull’uomo, 27 maggio 2011

Organismo da sanare per la medicina, forza-lavoro da impiegare per l’economia, carne da redimere per la religione, inconscio da liberare per la psicoanalisi, manichino per la moda, in Occidente il corpo ha assunto una pluralità così disparata di significati che non se ne può parlare senza equivoci se non specificandoli. Questa analisi avverrà a partire dalla grecità che, con Platone, inaugura il dualismo anima e corpo, per poi proseguire con la tradizione giudaico-cristiana che non disponeva di alcun concetto di anima, fino ad approdare a Cartesio che riduce il corpo a organismo, offrendo alla scienza la base per le sue competenze. Dalla “seduzione dell’errore cartesiano” ci salva la fenomenologia che distingue l’organismo dal nostro corpo vivente nel suo rapporto con il mondo della vita. Questo “corpo vivente” non ha bisogno dell’anima per render conto della condizione umana.

Vai al link e clicca su VIDEO:

http://www.dialoghisulluomo.it/it/2011/galimberti/il-corpo-in-occidente

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