Pezzuoli e Tobagi sui volti della madre secondo Recalcati

E tu che madre sei, narciso o coccodrillo? Oppure tigre, chioccia, piovra…

di Giovanna Pezzuoli, 27esimaora.corriere.it, 8 maggio 2015

Cominciamo dall’epilogo, dove volendo «essere giusti con la madre»Massimo Recalcati scrive: «bisognerebbe non dimenticare che il bestiario che accompagna inevitabilmente la sua figura (la piovra, il coccodrillo, la chioccia, il vampiro) fornisce solo il suo lato ombra, patologico, abnorme, che non fa giustizia della sua forza positiva che oltrepassa di gran lunga quel bestiario». Una precisazione che suona un po’ come una difesa preventiva… A pochi giorni dalla festa della mamma, tripudio della mistica del materno, idealizzazione retorica e liturgia di luoghi comuni, esce l’ultimo libro dello psicoanalista lacaniano, «Le mani della madre» (Feltrinelli). Raccontando i diversi volti della maternità, Recalcati rintraccia nuove declinazioni patologiche, come le madri narcisistiche, l’altra faccia delle fagocitanti madri coccodrillo.  Occuparsi dell’evaporazione della figura paterna (da «Cosa resta del padre?» a «Il complesso di Telemaco») è sicuramente un terreno meno minato.  A suscitare (legittime) polemiche è bastata un’anticipazione del libro di un paio di mesi fa, dove lo psicoanalista individuava la declinazione più rischiosa dei nostri giorni nella madre che vive il figlio come una minaccia alla propria femminilità e un ostacolo alla propria affermazione sociale.

Segue qui:

http://27esimaora.corriere.it/articolo/e-tu-che-madre-sei-narciso-o-coccodrillo-oppure-tigre-chioccia-piovra

Il nostro destino nello sguardo della Madre 

di Benedetta Tobagi, repubblica.it, 8 maggio 2015

SI apre con un insolito ricordo infantile, il nuovo saggio dello psicanalista Massimo Recalcati. Sul divano di casa, lui e la madre guardavano alla tv uno sceneggiato ispirato a un drammatico fatto di cronaca: a Torino, una donna aveva salvato il proprio bambino dal precipitare nel vuoto trattenendolo a mani nude, con sforzo spasmodico, per ore. A partire da quest’immagine, Le mani della madre (Feltrinelli, pag. 192, euro 16) affronta, dopo il padre e il figlio, l’ultimo pilastro della triade famigliare: perché la madre, o meglio, l’amore della madre, è innanzitutto il fondamento che evita alla vita di precipitare nel vuoto di senso. L’orizzonte del saggio è strettamente psicanalitico, non sociologico. Contro ogni riduzione della maternità alla mera biologia, Recalcati sottolinea come essa, al pari del paterno, sia soprattutto una funzione simbolica (prospettiva che la svincola sia dalla semplice genitorialità biologica che dal sesso)

Segue qui:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/05/08/il-nostro-destino-nello-sguardo-della-madre43.html?ref=search

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